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Cenni storici

Cormòns sorge dove finiscono i rilievi del Collio e comincia la pianura. I confini del suo territorio sono segnati a est dai colli della Boatina e dal torrente Versa, a sud dalla pianura in cui sorge, isolato, il colle di Medea, a ovest dal fiume Judrio; a nord, immediatamente alle spalle dell’abitato, si erge il monte Quarin, che costituisce l’ultima propaggine del Collio.

L’insediamento si è sviluppato a partire da un incrocio di strade. Una via romana, ricalcando un più antico percorso, proveniva da Cividale (Forum Iulii), oltrepassava l’antico transito sull’Isonzo (Pons Sontii) e proseguiva verso la valle del Vipacco. Un altro percorso importante conduceva ad Aquileia e al mare. La prossimità al loro tracciato attribuì un elevato valore strategico all’altura sovrastante Cormòns, il monte Quarin.

Inconfondibile con i suoi 274 m di altezza ed il profilo dolcemente ondulato, il Monte Quarin rappresenta una splendida quinta naturale sempre mutevole nel corso delle stagioni. Il castello posto sulla sommità fu per lungo tempo un luogo strategico per il controllo della pianura e in particolare della sottostante strada che da Gorizia portava a Cividale. Venne perciò lungamente conteso tra i Patriarchi di Aquileia e i Conti di Gorizia nei secoli XIII e XIV; nel 1508, dopo un lungo assedio e grazie ad uno stratagemma, fu conquistato e saccheggiato dalle truppe veneziane; ritornato in possesso delle truppe asburgiche nel 1514, su ordine di Massimiliano I fu parzialmente smantellato; nel corso delle “Guerre Gradiscane” il castello fu rioccupato nel 1615 per un breve periodo dai Veneziani che restaurarono la rocca e la presidiarono con truppe ed artiglierie.

Il castello oggi conserva significative vestigia medioevali e rappresenta, insieme alla sottostante Chiesa seicentesca dedicata alla Beata Vergine, un eccezionale punto panoramico dal quale lo sguardo può spaziare verso le Alpi e la pianura friulana fino al mare. Le pendici rivolte verso la città offrono la possibilità di piacevoli escursioni tra caratteristiche case coloniche, vigneti e frutteti terrazzati di antico impianto.

Le pendici rivolte verso nord ed il Parco di Plessiva, ricoperti di fitti boschi di castagne, querce e robinie, sono invece luogo ideale per escursioni naturalistiche.