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cartina Itinerario 02

Itinerario 02

Lasciata Cormòns e attraversata Brazzano, si prosegue lungo l’anello del monte Quarin (percorso B1) fino al valico e al bosco di Plessiva. Per il ritorno si offrono 2 possibilità: attraversare il parco fino all’uscita di Cà delle Vallate, dove riprendere la medesima strada dell’andata o, da Plessiva, proseguire verso Cormòns, con diramazione verso Novali.

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Descrizione

Lasciata Cormòns e attraversata Brazzano, si prosegue lungo l’anello del monte Quarin o percorso B1, asfaltato e servito da segnaletica, fino al valico di Plessiva (Plesivo), che dà accesso al Collio sloveno (Brda). Si scende e si imbocca la diramazione verso il parco omonimo. La strada è comoda, asfaltata solo nel tratto iniziale e conduce attraverso le vigne a uno spiazzo adibito a parcheggio per le automobili, con un’area predisposta per il gioco dei bambini e, a breve distanza, strutture per l’esercizio fisico nella natura. Comode strade e una rete di sentieri, con ponticelli di legno e gradoni, consentono di attraversare il bosco, che è affidato alla vigilanza delle guardie forestali regionali. Aree attrezzate con tavoli e panche invitano frequentemente a sostare all’ombra degli alberi, in prevalenza castagni, robinie e querce.

Per il ritorno è dato di scegliere tra due possibilità: attraversare tutto il parco fino all’altra uscita, su Cà delle Vallate, quindi ritornare a Cormòns percorrendo la medesima strada dell’andata o uscire dal parco a Plessiva e proseguire in direzione di Cormòns, attraverso la località di Zegla (Kraj Ceglo).

Prima di raggiungere l’attrezzatissimo complesso turistico della Subìda, si può imboccare la diramazione per Novali (Kraj Novaje), sudare un po’ di salita, infilare una galleria di fronde, sbucare nella corte d’una casa contadina e proseguire circondati dal disegno dai vigneti per fermarsi semplicemente a guardare, fino a perdersi nella dolcezza delle colline.

Riguadagnata la strada principale (S.S. 409), un cartello segnala, poco prima di raggiungere Cormòns, la diramazione per Pradis e la fontana del Faet. Sta all’ombra scura degli alberi, in un piccolo parco-giochi e all’acqua, cui un tempo si attribuivano virtù salutari, oggi non è riconosciuta la potabilità. Del resto chi raggiunge queste località cerca per lo più il vino: la zona è ricca di cantine numerose e rinomate.