Palazzo Locatelli - Piazza XXIV Maggio, 22 - Tel 0481.637111, Fax 0481.637112


Ricerca

Ricerca rapida

ricerca avanzata





cartina Itinerario 1

Itinerario 1

Da Cormòns al borgo rurale di Brazzano, poi verso la chiesa di San Rocco e il borgo rurale di Giassico, con la chiesa di Santo Stefano protomartire e il Palazzo di Manzano, quindi verso il fiume Judrio con il Molin Novo e verso la chiesa medievale di San Quirino, per ritornare poi a Cormòns.

Legenda
Legenda

Descrizione

l paesaggio pianeggiante che si attraverserà percorrendo in bicicletta il primo degli itinerari proposti appare profondamente mutato rispetto all’antico assetto del territorio.

Il regolarissimo disegno dei filari delle viti procede dai pendii delle alture verso la pianura, qui alternandosi al tracciato dei campi, destinati per lo più alla coltura del mais.

Lasciata Cormòns, l’itinerario muove in direzione Nord-Nord Ovest verso Brazzano, raggiungibile mediante il percorso cicloturistico B2 o la parallela S.S. 356.

Ci si dirige verso il borgo di Giassico (pronuncia Giassìco), del cui nome friulano sono note molte varianti: Insic, Assic, Essic, Insec, Iassic. Il paese ha origini che forse risalgono all’epoca longobarda. Oggi è un centro tipicamente rurale, con case dotate di annessi rustici e ampie corti interne, disposte attorno a una piazza che, dall’Ottocento, è rimasta praticamente invariata. Sulla strada che conduce al centro del paese si affaccia il rettangolo compatto del Palazzo di Manzano. Vi è nato Francesco di Manzano (1801-1895), autore degli Annali del Friuli.

Prima di lasciare Giassico si visiti la chiesa di Santo Stefano, d’impianto precedente al Quattrocento, con aula unica e presbiterio quadrato.

Attraverso terreni ghiaiosi, interessati dal fenomeno della ferrettizzazione, il percorso muove in direzione del Judrio. Il fiume pare destinato a segnare la frontiera. All’estinzione dei conti di Gorizia, di cui i domini erano qui disgiunti da quelli dei patriarchi aquileiesi, il suo corso inferiore segnò il confine tra gli Asburgo e Venezia. Portato all’Isonzo all’epoca di Napoleone, questo arretrò nuovamente al Judrio durante la Restaurazione e fu confermato dalla pace conclusa a Vienna dopo la terza guerra d’indipendenza italiana, nel 1866. Diventato fiume interno al Regno d’Italia dopo la prima guerra mondiale, dopo la seconda riprese a segnare il confine, limitamente al suo corso più alto. Nei pressi di Brazzano e Giassico una grande ansa dona un’inaspettata maestà al piccolo fiume, che riflette le immagini capovolte degli alberi sulle rive e del cielo con le nuvole.

In località Molin Novo, l’edificio del mulino richiama l’edilizia rurale, nella scelta dei materiali e delle tecniche costruttive. Il fabbricato, composto da più corpi, si allunga sulla roggia, che aziona il meccanismo delle tre pale, ben conservato.

Il percorso prosegue, su sterrato, in direzione della chiesa di San Quirino, dove fu stipulata la famosa pace del 1202 fra il conte Mainardo II di Gorizia e il patriarca di Aquileia Pellegrino II. La chiesa, rifatta durante l’Ottocento, è oggi sconsacrata, priva di copertura e rivestita di rampicanti, circondata da una rete metallica. Sempre lungo il percorso cicloturistico B2, si ritorna a Cormòns.

La scheda è tratta da:

“Cormòns”
I luoghi, la storia
e l’agriturismo,
Lucia Pillon
edizione LEG, 2003