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Essere cittadino comunitario

In data 11 aprile 2007 è entrato in vigore il Dlgs. 6 febbraio 2007, n. 30 “Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”.
Tale decreto legislativo ha sostanzialmente modificato le modalità di esercizio del diritto di libera circolazione, ingresso, soggiorno nonché il diritto di soggiorno permanente nel territorio dello Stato da parte dei cittadini dell’Unione Europea e dei loro familiari (così come definiti dallo stesso decreto legislativo).

Si fa presente che i cittadini dell’Unione hanno il diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo inferiore a tre mesi senza alcuna condizione o formalità, salvo il possesso di un documento di identità valido per l’espatrio secondo la legislazione dello Stato di cui hanno la cittadinanza.

Al cittadino dell’Unione che intende soggiornare in Italia per un periodo superiore a tre mesi si applica la L. 1228/1954 e il regolamento anagrafico DPR 223/1989 che prevede la richiesta di iscrizione anagrafica nel luogo ove si ha la dimora abituale. Tale iscrizione è comunque richiesta trascorsi tre mesi dall’ingresso.
Oltre a quanto previsto per i cittadini italiani il Dlgs 30/2007 prevede una casistica particolare e la produzione della documentazione inerente.

Si fa inoltre presente che la carta di soggiorno per cittadini comunitari non esiste più, per cui non è più necessario rivolgersi alla Questura, ma al Comune di iscrizione anagrafica per l’eventuale rilascio a seconda del caso dell’ ATTESTAZIONE DI SOGGIORNO PERMANENTE o ATTESTAZIONE DI REGOLARITA’ DI SOGGIORNO.

Per tutta la documentazione, per il ritiro della modulistica e per tutte le delucidazioni necessarie si invitano pertanto i cittadini dell’Unione a presentarsi presso lo Sportello dei Servizi Demografici.