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Somministrazione in luoghi non aperti al pubblico

Descrizione

Per somministrazione al pubblico di alimenti e bevande si intende una forma di commercio al dettaglio connotata dal consumo dei prodotti alimentari nei locali dell’esercizio (o in superfici aperte al pubblico a tal fine attrezzate annesse all’esercizio, anche quando effettuata con distributori automatici.
La somministrazione di alimenti e bevande può essere tuttavia effettuata anche in luoghi “non aperti al pubblico” (cioè luoghi accessibili solo a determinate categorie di utenti),  elencati  nell'art. 68 della L.R.29/05:

  1. esercizi situati all'interno delle aree di servizio delle strade extraurbane principali, delle autostrade, nelle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico e nei mezzi di trasporto pubblico;
  2. mense aziendali e spacci annessi ad aziende, amministrazioni, enti, ONLUS, associazioni e scuole nei quali la somministrazione viene effettuata esclusivamente nei confronti del personale dipendente e degli studenti;
  3. a domicilio del consumatore;
  4. nelle attività svolte in forma temporanea;
  5. attività svolte direttamente, nei limiti dei loro compiti istituzionali, da amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato, ONLUS, associazioni, cooperative senza fini di lucro, ospedali, case di cura, parrocchie, oratori, comunità religiose, asili infantili, case di riposo, caserme, stabilimenti delle forze dell'ordine;
  6. all'interno di musei, teatri, cinema, sale da concerto, sale per riunioni e convegni;
  7. nei circoli privati anche non aderenti a enti e organizzazioni nazionali con finalità assistenziali.

Tutti gli esercizi elencati nell'art. 68  hanno facoltà di vendere per asporto, senza ulteriori titoli autorizzativi, gli alimenti e le bevande che somministrano (mentre per la vendita di articoli del settore non alimentare, ad esempio, gadget, devono presentare la SCIA di vicinato).

Considerando i luoghi indicati, è utile ricordare i concetti di catering e banqueting.

Il catering consiste nel fornire pasti preparati nelle mense aziendali, scolastiche, enti pubblici a favore di studenti e dipendenti.

Il banqueting consiste nel fornire pasti a domicilio per banchetti, matrimoni, fiere; il banqueting presenta la componente aggiuntiva della preparazione ed allestimento di tavoli/buffet, del servizio al tavolo, la fornitura dei tovagliati, delle posaterie e delle stoviglie necessari all’erogazione del servizio, nonchè il riordino degli stessi. La somministrazione può avvenire in una dimora privata, una residenza storica, un’azienda, una sede congressuale, un Ente fieristico, e può essere svolta anche da coloro che esercitano già un'attività di produzione nel settore alimentare e/o un'attività di somministrazione di alimenti e bevande (laboratori gastronomici, ristoranti).

La distinzione fra catering e banqueting è importante anche ai fini della necessità di possesso, o meno, dei requisiti professionali per l'esercizio dell'attività (cfr infra "Requisiti per l'avvio").

 

Modulistica

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Somministrazione di alimenti e bevande – tipologia a

Descrizione

Gli esercizi di “tipologia a)” o c.d. “tipologia unica” sono esercizi aperti al pubblico,  per la somministrazione di alimenti e di bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, nonché di latte, dolciumi, generi di pasticceria, gelateria e di prodotti di gastronomia.

La somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è una forma di commercio al dettaglio connotata dal consumo dei prodotti alimentari nei locali dell’esercizio (o in superfici aperte al pubblico a tal fine attrezzate annesse all’esercizio), anche quando effettuata con distributori automatici.

Per superficie aperta al pubblico si intende l’area a disposizione dell’operatore, pubblica o privata, comunque pertinente al locale e destinata all’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Le attrezzature di somministrazione sono tutti i mezzi e gli strumenti finalizzati a consentire il consumo di alimenti e bevande sul posto; si tratta sia degli arredi dell’esercizio, quali tavoli, panche, sedie, lo stesso banco di somministrazione, ma anche delle stoviglie non monouso che costituiscono una parte dei beni componendi l’azienda di pubblico esercizio.
La superficie di somministrazione è l’area alla quale ha accesso il pubblico, occupata dalle attrezzature di somministrazione, con esclusione dell’area destinata ai magazzini o ai depositi, ai locali di lavorazione o agli uffici e ai servizi; il concetto è quindi analogo a quello di superficie di vendita del commercio al dettaglio.
Benchè la definizione normativa non lo dica espressamente, elemento costitutivo del concetto di somministrazione è il “servizio assistito”, cioè la presenza, all’interno dell’esercizio, di personale addetto al servizio al tavolo.

Proprio la mancanza del servizio assistito permette di distinguere la somministrazione vera e propria dal commercio al dettaglio di alimenti e bevande (ad esempio, l’acquisto di pane e di salumi al supermercato, ancorché il cliente chieda che gli venga preparato un panino, è attività di commercio al dettaglio, perché il cliente acquista al banco e non gli viene fornito alcun servizio al tavolo; la legge infatti consente ai titolari di esercizi di vicinato di lasciare a disposizione della propria clientela i normali arredi dell’azienda, per favorire il consumo sul posto); non rientra nella somministrazione neppure la vendita di prodotti propri da parte dell’artigiano alimentare (ad esempio, la pizza al taglio, la gelateria artigiana, la kebaberia, cioè tutte quelle attività in cui il prodotto alimentare viene acquistato in cassa senza usufruire di alcun tipo di servizio assistito).

Gli esercizi di somministrazione hanno facoltà di vendere per asporto, senza ulteriori titoli autorizzativi, gli alimenti e le bevande che somministrano (mentre per la vendita di articoli del settore non alimentare, ad esempio, gadget, devono presentare la SCIA di vicinato).

 

Modulistica

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Somministrazione in esercizi di intrattenimento e svago – tipologia b

Descrizione

Gli esercizi di tipologia b) sono caratterizzati dallo svolgimento congiunto di due attività:

  1. un'attività principale ricreativa, cioè il trattenimento o lo spettacolo,
  2. un'attività secondaria ed accessoria, cioè la somministrazione di alimenti e bevande.

Il maggior volume d’affari prodotto dall'intrattenimento e svago ne giustifica la prevalenza rispetto alla somministrazione.
Gli esercizi di intrattenimento e svago possono somministrare alimenti e bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, nei limiti degli specifici requisiti igienico-sanitari (mentre per la vendita di articoli del settore non alimentare, ad esempio, gadget, devono presentare la SCIA di vicinato).

Gli esercizi di cui parliamo, svolgendo anche la somministrazione, devono avere una caratteristica particolare, cioè essere sorvegliabili.

Per sorvegliabilità si intende si intende il rispetto delle caratteristiche costruttive previste dal Decreto ministeriale 17 dicembre 1992, n. 564 (Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilita' dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande), differenziate a seconda siano locali aperti al pubblico o riservati a una cerchia di persone.

Sorvegliabilità significa che tutti gli accessi o le uscite destinate al pubblico degli avventori devono (art. 1, comma 2°, DM 564/1992), permettere <<l’accesso diretto dalla strada, piazza o altro luogo pubblico e non possono essere utilizzati per l’accesso ad abitazioni private>>.
La “ratio” del DM 564/1992 sulla sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande è impedire o comunque a rendere difficoltosa la fuga dal locale di soggetti “malavitosi” e dall’altra favorire l’accesso nei locali dell’autorità di pubblica sicurezza, preposta all’intercettazione ed alla cattura dei soggetti suindicati.

Gli esercizi di intrattenimento e svago possono essere allocati in ogni zona urbanisticamente compatibile, nel rispetto del regolamento comunale.

 

Modulistica

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Acque di seltz o di soda

Descrizione

Sono considerate acque gassate:

    a) l'acqua di seltz, la cui denominazione è riservata alle acque potabili rese soprassature di anidride carbonica;

    b) l'acqua di soda, la cui denominazione è riservata alle  acque potabili  contenenti  bicarbonato  di  sodio,  rese  soprassature  di anidride carbonica.

Chiunque intenda impiantare apparecchi da banco per la preparazione estemporanea nei pubblici esercizi di acque di seltz o di soda deve farne denuncia al sindaco del Comune  che  dispone  gli  accertamenti igienico sanitari da eseguirsi dall'ufficiale sanitario.

Detti apparecchi debbono essere  impiegati  esclusivamente  per  la preparazione estemporanea di bevande gassate per la  diretta  mescita al banco e per il servizio ai tavolini dell'esercizio con divieto  di riempire bottiglie, sifoni e qualsiasi altro recipiente.

 
 

Modulistica

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