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Ricercje

Ricercje svelte

Ricercje avanzade





Tatuaggio

Descrizione

Si definisce “tatuaggio” la colorazione permanente di parti del corpo ottenuta con l’introduzione o penetrazione intradermica di pigmenti mediante aghi, compreso il trucco permanente, e qualsiasi altra tecnica finalizzata a formare disegni o figure indelebili e permanenti. Caratteristica del tatuaggio è la colorazione del derma, la parte della cute più profonda sottostante l’epidermide.

Non rientra nell’attività di tatuaggio il “disegno epidermico o trucco semipermanente”, ovvero un insieme di trattamenti e tecniche manuali eseguite sul viso o sul corpo, allo scopo di migliorarne o proteggerne l’aspetto estetico; il disegno epidermico si limita allo strato superficiale della cute e rientra pertanto nell’attività di estetista.

Non è ammesso lo svolgimento delle attività di tatuaggio in forma ambulante o di posteggio, fatte salve le manifestazioni pubbliche. 

L'attività di tatuaggio può essere svolta unitamente ad altre attività artigiane, quali estetica, acconciatore, tatuaggio  cioè (in forma mista), in forma di imprese esercitate nella medesima sede avente i requisiti previsti dal regolamento comunale.

Le attività di tatuaggio possono essere esercitate congiuntamente ad altre attività estranee al settore artigiano (cioè in forma promiscua) come, ad esempio, attività di commercio al dettaglio, oppure somministrazione di alimenti e bevande. Ciò è possibile purchè nel rispetto del Regolamento comunale e delle Leggi e regolamenti disciplinanti le attività estranee al settore artigiano.
I tatuatori possono anche effettuare attività di vendita ai propri clienti, come segue:

1) le imprese artigiane che vendono o comunque cedono alla propria clientela, al solo fine della continuità dei trattamenti in corso, prodotti strettamente inerenti lo svolgimento delle attività medesime, non sono soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29; in sostanza, l'attività complementare è libera;

2) le imprese non artigiane iscritte al Registro Imprese, per poter vendere ai propri clienti i prodotti strettamente inerenti lo svolgimento delle attività medesime, sono invece soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 (cfr esercizi commerciali di vicinato, media struttura minore, media struttura maggiore o grande struttura).

 

Modulistica

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Attività funebre

Descrizione

L’attività funebre è l’attività che comprende e assicura in forma congiunta, l’espletamento delle seguenti prestazioni:
a)      disbrigo, su mandato dei familiari o di altri aventi titolo, delle pratiche amministrative inerenti il decesso e organizzazione delle onoranze funebri;
b)   vendita di casse e altri articoli funebri, in occasione del funerale;
c)   preparazione del cadavere e confezionamento del feretro;
d)   trasferimento durante il periodo di osservazione e trasporto funebre;
e)   trattamenti di tanatocosmesi;
f)    recupero di cadaveri o resti mortali, su disposizione dell’autorità giudiziaria, da luoghi pubblici o privati.
Si tratta quindi di un’attività d’impresa volta a fornire una molteplicità di prestazioni (a carattere commerciale, noleggio di attrezzature e di mezzi, di trasporto e d'intermediazione d'affari), unitariamente dirette e preordinate all'organizzazione complessiva del servizio funebre.
L’autorizzazione comunale per attività funebre, oggi sostituita dalla SCIA presentata al Comune dove ha sede commerciale l’impresa interessata, permette di effettuare, senza ulteriori adempimenti burocratici il complesso delle prestazioni indicate.
Fa eccezione il trasporto del feretro a pagamento, perché se la prestazione di trasporto non è connessa con l’attività funebre, il trasporto deve essere autorizzato: anche in questo caso, l’impresa che organizza il trasporto, presenta la SCIA al Comune dove ha sede commerciale.
I soggetti titolari di attività funebre possono anche realizzare ed organizzare due tipi di strutture, ovvero la “casa funeraria” e la “sala del commiato”.
La casa funeraria è la struttura gestita da soggetti autorizzati a esercitare l'attività funebre che provvede, a richiesta dei familiari o di altri aventi titolo, allo svolgimento delle seguenti funzioni:
a) osservazione del cadavere;
b) trattamento conservativo;
c) trattamenti di tanatoprassi e tanatocosmesi;
d) custodia ed esposizione del cadavere;
e) attività proprie della sala del commiato.
Le case funerarie sono ubicate a una distanza minima di cinquanta metri dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dai cimiteri e dai crematori.
La sala del commiato è la struttura destinata, a richiesta dei familiari o di altri aventi titolo, a ricevere e tenere in custodia per brevi periodi nonché esporre il feretro per la celebrazione di riti di commemorazione e di dignitoso commiato.
Fino all’emanazione di un apposito regolamento regionale, che dovrebbe definire :
-        i requisiti strutturali delle case funerarie e delle sale del commiato;
-        i requisiti dei mezzi di trasporto funebre e delle casse;
-        i requisiti strutturali, gestionali e professionali per l'esercizio dell'attività funebre,
l’attività funebre e le attività correlate si svolgono  in applicazione delle normative generali in materia igienico – sanitaria, edilizio-urbanistica, di polizia mortuaria che il comune avesse già adottato.

 

Modulistica

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Piercing

Descrizione

Si definisce “piercing” (dal verbo inglese to pierce, che significa perforare) la perforazione di una qualsiasi parte del corpo umano, con l’inserimento cruento di anelli o altre decorazioni o monili di diversa forma o fattura. Caratteristica del piercing è l’inserimento di ornamenti nel derma, la parte della cute più profonda sottostante l’epidermide.
Tecnicamente quindi, anche l’applicazione cruenta di monili all’orecchio, effettuata tramite dispositivi monouso, da parte di operatori commerciali, quali orefici/gioiellieri e negozianti di bigiotteria, è considerato piercing.

Per l'esecuzione del piercing al lobo dell'orecchio, i soggetti interessati all'attiivtà devono darne comunicazione preventiva al Comune e all'Azienda per i servizi sanitari. Il piercing al lobo dell'orecchio deve essere effettuato in locali o spazi attrezzati e igienicamente idonei, con tecniche che garantiscano la sterilità del procedimento.

Sono escluse dall’attività di piercing le applicazioni di monili e ornamenti che non determinano alcuna perforazione di parte del corpo umano, come l’applicazione di orecchini a “clip”.

Non è ammesso lo svolgimento delle attività di piercing in forma ambulante, fatte salve le manifestazioni pubbliche.

L'attività di piercing può essere svolta unitamente ad altre attività artigiane quali tatuaggio, acconciatore, estetista (cioè  in forma mista), in forma di imprese esercitate nella medesima sede avente i requisiti previsti dal regolamento comunale.

Le attività di piercing possono essere esercitate congiuntamente ad altre attività estranee al settore artigiano (cioè in forma promiscua) come, ad esempio, attività di commercio al dettaglio, oppure somministrazione di alimenti e bevande. Ciò è possibile purchè purché nel rispetto del regolamento comunale e delle Leggi e regolamenti disciplinanti le attività estranee al settore artigiano.

Gli operatori del piercing possono anche effettuare attività di vendita ai propri clienti, come segue:

1) le imprese artigiane che vendono o comunque cedono alla propria clientela, al solo fine della continuità dei trattamenti in corso, prodotti strettamente inerenti lo svolgimento delle attività medesime, non sono soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29; in sostanza, questa attività complementare è libera;
2) le imprese non artigiane iscritte al Registro Imprese, per poter vendere ai propri clienti i prodotti strettamente inerenti lo svolgimento delle attività medesime, sono invece soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 e devono presentare la SCIA per la vendita al dettaglio in esercizi di vicinato.

 

Modulistica

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Pensione per animali

Descrizione

L’art. 86 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.) dispone che “Non possono esercitarsi senza licenza del Questore….locali di stallaggio e simili”.

Pertanto l’esercizio di ogni attività che comporti il ricovero di animali, permanente o temporaneo, di proprietà del titolare o di proprietà di terzi, è soggetto a licenza, oggi sostituita dalla SCIA.

Rientrano in questa casistica:

  1. maneggio o scuderia o centro ippico: insieme di elementi immobiliari e mobiliari entro i quali sono ospitati cavalli addestrati e dove è possibile svolgere attività di equitazione; in queste strutture possono essere ospitati anche equidi non di proprietà del titolare del maneggio, ma di privati che, non disponendo di spazi idonei per il ricovero e il mantenimento dell’equide, fruiscono del relativo servizio di custodia e cura dell’animale.
  2. pensione per animali (pethotel); struttura cui si ricorre quando il padrone non può prendersi cura dell’animale.

Le attività suddette rientrano nell’allegato C. del D.M. 5 settembre 1994 “Elenco delle industrie insalubri di cui all’art. 216 del Testo unico delle leggi sanitarie”.

Il titolare dell’attività deve essere pertanto in possesso del decreto di classificazione di industria insalubre; deve altresì possedere il nulla-osta sanitario del servizio veterinario competente per territorio.

Particolare attenzione va dedicata agli impianti di scuderizzazione degli equidi: essi devono coniugare le vigenti disposizioni di legge in materia di urbanistica, edilizia, igiene pubblica, prevenzione e sicurezza con le esigenze etologiche, fisiologiche e di tutela della salute e del benessere degli equidi, in conformità allo specifico Codice per la tutela e la gestione degli equidi.

 

Modulistica

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Estetista

Descrizione

L'attività di estetista comprende tutte le prestazioni e i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l'aspetto estetico, modificandolo attraverso l'eliminazione e l'attenuazione degli inestetismi presenti.

Tale attività può essere svolta con:

  1. l'attuazione di tecniche manuali;
  2. l'utilizzazione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico di cui all'elenco allegato alla Legge 4 gennaio 1990, n. 1;
  3. l'applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali ai sensi della legge 11 ottobre 1986, n. 713.

E’ considerata attività di estetista anche quella svolta utilizzando esclusivamente uno o più apparecchi elettromeccanici per uso estetico di cui all'elenco allegato alla Legge 4 gennaio 1990, n. 1: rientrano pertanto nell’attività di estetista il  centro di abbronzatura o “solarium”, che offre l’effettuazione di trattamenti mediante l’uso di lampade abbronzanti UV-A; la ginnastica estetica ed il massaggio a scopo estetico, inerenti al miglioramento delle caratteristiche estetiche del corpo; il “disegno epidermico o trucco semipermanente”, ovvero un insieme di trattamenti e tecniche manuali eseguite sul viso o sul corpo, allo scopo di migliorarne o proteggerne l’aspetto estetico; tali trattamenti consistono nella colorazione della cute, mediante l’introduzione di pigmenti a livello superficiale (epidermide), al fine di creare figure o disegni non permanenti, che si autoeliminano senza ricorrere ad interventi esterni; i trattamenti effettuati per il tramite dell’acqua e del vapore, quali ad esempio sauna e bagno turco; la realizzazione del make-up o maquillage o trucco.

Sono escluse dall'attività di estetista le prestazioni dirette a finalità specificatamente ed esclusivamente di carattere terapeutico, ovvero i trattamenti che implicano prestazioni di carattere medico – curativo – sanitario, come ad esempio le attività di fisioterapista e podologo, disciplinate fra le professioni sanitarie, svolte da personale in possesso di specifici titoli professionali; sono altresì escluse l’attività di massaggiatore sportivo esercitabile da personale in possesso di specifici titoli e/o qualificazioni professionali; le attività motorie svolte in strutture sportive aperte al pubblico, quali quelle di “ginnastica sportiva”, “educazione fisica”, “fitness”, in palestre o in centri sportivi disciplinati dalla L.R. 3 aprile 2003, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni; l’attività di naturopatia del benessere; l’attività di miglioramento  dell’equilibrio psicofisico ed energetico dell’individuo, quale, ad esempio, la riflessologia, la kinesifisiologia, lo shiatsu, il training autogeno, le discipline olistiche a scopo di relax quali shirodara, aromaterapia, riflessologia plantare, digitopressione cinese, grotte di sale.
Sono anche escluse dall'attività di estetista: 

  • l’attività di onicotecnico, consistente nell’applicazione e/o nella ricostruzione di unghie artificiali attraverso la preparazione, la lavorazione e la modellatura di una resina, gel o prodotti similari, nonché nell’applicazione del prodotto sulle unghie, con successiva eventuale rimodellatura e colorazione e/o decorazione;
  • l’applicazione di ciglia finte, consistente nell’apposizione temporanea di ciglia posticce mediante sostanze collose, non rientranti nei prodotti cosmetici.

Non è ammesso lo svolgimento delle attività di estetista in forma ambulante o di posteggio.

Gli estetisti possono anche effettuare attività di vendita ai propri clienti, come segue:

1) le imprese artigiane che vendono o comunque cedono alla propria clientela, al solo fine della continuità dei trattamenti in corso, prodotti cosmetici strettamente inerenti lo svolgimento delle attività medesime, non sono soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 (art. 32 della L.R. 12/02); in sostanza, questa attività complementare è libera;
2) la disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 non si applica a tutte le imprese, anche non artigiane, esercenti l'attività di estetista, per la vendita di prodotti connessi alla loro attività (art. 4, comma 1 lettera m) della L.R.29/2005); in sostanza, anche questa attività complementare è libera;
3) la vendita al dettaglio di altri prodotti, che non siano di mero completamento del trattamento effettuato, come ad esempio, la vendita di accessori di abbigliamento, o di integratori alimentari,  è soggetta, per tutte le imprese, artigiane e non artigiane, alla L.R. 29/05. in questo caso l'attività può essere svolta solo a condizione di rispettare la normativa del commercio (Cfr. esercizi commerciali di vicinato, media struttura minore, media struttura maggiore o grande struttura).
La superficie destinata alle attività di vendita non deve incidere sulle superfici minime previste, per l’esercizio delle singole attività, dal regolamento comunale.
Le imprese commerciali che vendono prodotti cosmetici possono esercitare l'attività di estetista a condizione che si adeguino al regolamento comunale e che i soggetti che esercitano professionalmente tale attività siano in possesso della qualificazione professionale di estetista. Per le medesime imprese non sussiste l'obbligo dell'iscrizione all'A.I.A.

L'attività di estetista può essere svolta anche unitamente all'attività di acconciatore, tatuaggio e piercing (cioè in forma mista), in forma di imprese esercitate nella medesima sede avente i requisiti previsti dal regolamento comunale.
Nel caso in cui l'attività mista sia esercitata da impresa artigiana individuale, il titolare che esercita professionalmente le distinte attività deve essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per l'esercizio delle attività medesime. Qualora l'attività mista sia svolta in una delle forme societarie previste dall'articolo 10 della L.R. 12/02, i singoli soci partecipanti che esercitano le distinte attività, devono essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per l'esercizio delle rispettive attività.

Le attività di estetista possono essere esercitate congiuntamente ad altre attività estranee al settore artigiano (cioè in forma promiscua) come, ad esempio, attività di commercio al dettaglio, oppure somministrazione di alimenti e bevande, o anche applicazione di unghie artificiali, o massaggi non aventi finalità estetica o terapeutica.
Ciò è possibile purché nel rispetto del regolamento comunale e delle Leggi e regolamenti disciplinanti le attività estranee al settore artigiano.
Le unità funzionali (cioè i locali dedicati) in cui avvengono le prestazioni artigiane devono possedere le caratteristiche previste dal regolamento comunale, mentre le unità funzionali relative alle attività estranee al settore artigiano devono possedere le caratteristiche previste dalle Leggi di settore che le disciplinano (leggi del commercio, leggi della somministrazione e così via).
Le unità funzionali possono essere collegate tra loro da locali generali comuni, quali sala d’attesa e/o reception.

 

Modulistica

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Acconciatore

Descrizione

L'attività di acconciatore comprende tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l'aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implicano prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonchè il taglio e il trattamento estetico della barba e ogni altro servizio inerente o complementare.
L'attività di acconciatore può essere esercitata sia su persone di sesso maschile, sia su persone di sesso femminile.
Rientra nell’attività di acconciatore la mera esecuzione di treccine, ancorchè non preceduta da alcun trattamento del capello.
Il termine “acconciatore” comprende le locuzioni “barbiere”, “parrucchiere per uomo”,  “parrucchiere per donna”, “parrucchiere misto”, utilizzate dal legislatore precedentemente alla L.R. 17 giugno 2011, n. 7.

Gli acconciatori nell'esercizio della propria attività possono avvalersi direttamente di collaboratori familiari e di personale dipendente per l'esclusivo svolgimento di prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico - limitatamente al taglio, limatura e laccatura delle unghie- tradizionalmente complementari all'attività principale; la realizzazione del make-up o maquillage o trucco non rientra tra le attività di acconciatore, bensì tra le attività di estetista.

Non e' ammesso lo svolgimento delle attività di acconciatore in forma ambulante o di posteggio.

L'attivita' di acconciatore puo' essere svolta anche unitamente all'attivita' di estetista, tatuaggio e piercing (cioè in forma mista), in forma di imprese esercitate nella medesima sede avente i requisiti previsti dal regolamento comunale.
Nel caso in cui l'attivita' mista sia esercitata da impresa artigiana individuale, il titolare che esercita professionalmente le distinte attivita' deve essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per l'esercizio delle attivita' medesime. Qualora l'attivita' mista sia svolta in una delle forme societarie previste dall'articolo 10 della L.R. 12/02, i singoli soci partecipanti che esercitano le distinte attivita', devono essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per l'esercizio delle rispettive attivita'.

Le attività di acconciatore possono essere esercitate congiuntamente ad altre attività estranee al settore artigiano (cioè in forma promiscua) come, ad esempio, attività di commercio al dettaglio, oppure somministrazione di alimenti e bevande, o anche applicazione di unghie artificiali, o massaggi non aventi finalità estetica o terapeutica.
Ciò è possibile purché nel rispetto del regolamento comunale e delle Leggi e regolamenti disciplinanti le attività estranee al settore artigiano.
Le unità funzionali (cioè i locali dedicati) in cui avvengono le prestazioni artigiane devono possedere le caratteristiche previste dal regolamento comunale, mentre le unità funzionali relative alle attività estranee al settore artigiano devono possedere le caratteristiche previste dalle Leggi di settore che le disciplinano (leggi del commercio, leggi della somministrazione e così via).
Le unità funzionali possono essere collegate tra loro da locali generali comuni, quali sala d’attesa e/o reception.

Gli acconciatori possono anche effettuare attività di vendita ai propri clienti, come segue.

1) le imprese artigiane, che vendono o comunque cedono alla propria clientela, al solo fine della continuita' dei trattamenti in corso, prodotti cosmetici strettamente inerenti lo svolgimento delle attivita' medesime, non sono soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 (art. 32 della L.R. 12/02); in sostanza, questa attività complementare è libera;
2) la disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 non si applica a tutte le imprese, anche non artigiane, per la vendita di prodotti connessi alla loro attività (art. 4, comma 1 lettera m) della L.R.29/2005); in sostanza, anche questa attività complementare è libera;
3) la vendita al dettaglio di altri prodotti, che non siano di mero completamento del trattamento effettuato, come ad esempio, la vendita di accessori di abbigliamento, o di integratori alimentari,  è soggetta, per tutte le imprese, artigiane e non artigiane, alla L.R. 29/05; in questo caso l'attività può essere svolta solo a condizione di rispettare la normativa del commercio (Cfr. esercizi commerciali di vicinato, media struttura minore, media struttura maggiore o grande struttura).
La superficie destinata alle attività di vendita non deve incidere sulle superfici minime previste, per l’esercizio delle singole attività, dal regolamento comunale.

 

Modulistica

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