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Vendita di prodotti agricoli su posteggio

Descrizione

Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 stabilisce che gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della  legge  29 dicembre 1993, n. 580, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto  il territorio della  Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.
Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa.
Gli imprenditori agricoli, singoli od associati, secondo la formulazione dell’art. 2135 del C.C. esercitano:

  1. attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali;
  2. attività connesse e precisamente:

    1. dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione o dall'allevamento;
    2. dirette alla fornitura di beni o servizi mediante utilizzo prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale o forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità.

Le attività di trasformazione e commercializzazione hanno natura agricola purchè i prodotti siano stati ottenuti prevalentemente nella propria azienda e quelli acquistati presso terzi abbiano una funzione di accessorietà rispetto ai prodotti propri.
A titolo esemplificativo: 1) l’attività di macellazione si considera agricola se gli animali macellati sono stati allevati in tutto o almeno in misura prevalente, nell’azienda agricola che effettua la macellazione; 2) l’acquisto di vino da taglio per mescolarlo a vino di propria produzione rientra nell’attività agricola; 3) l’acquisto in vivaio di piantine già formate, purchè la successiva fase di produzione ne comporti una crescita quantitativa e qualitativa, rientra nell’attività agricola.
Esattamente all’opposto, sempre a titolo semplificativo, non rientrano nell’attività agricola: 1) l’acquisto di vino confezionato per rivendita diretta; 2) l’acquisto di una macchina spazzatrice dei sedimi stradali, che non viene utilizzata sul fondo; 3) la mera macellazione di animali acquistati da terzi.

Qualora l'ammontare dei  ricavi derivanti dalla  vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia  superiore a 160.000 euro per  gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società, l’imprenditore agricolo viene automaticamente assoggettato alla disciplina del commercio al dettaglio, di cui alla L.R. 29/05 e successive modifiche ed integrazioni.

Gli imprenditori agricoli iscritti nella speciale sezione del registro delle imprese possono esercitare la vendita al dettaglio, anche in forma temporanea, dei prodotti provenienti in misura prevalente dall'azienda agricola con più modalità:

1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità;

2) in locali aperti al pubblico;

3) mediante commercio elettronico;

4) mediante distribuzione automatica;

5) su aree pubbliche con posteggio fisso;

6) su aree pubbliche in forma itinerante;

7) vendita e somministrazione di vino di produzione propria esclusivamente nei locali aziendali.

Nel caso di vendita su posteggio su aree pubbliche, la segnalazione presuppone che sia già stata richiesta ed ottenuta la concessione del posteggio medesimo.

 

Modulistica

https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/approfondimenti/modulistica.html

Vendita di prodotti agricoli mediante commercio elettronico

Descrizione

Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 stabilisce che gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della  legge  29 dicembre 1993, n. 580, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto  il territorio della  Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.
Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa.
Gli imprenditori agricoli, singoli od associati, secondo la formulazione dell’art. 2135 del C.C. esercitano:

  1. attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali;
  2. attività connesse e precisamente:

    1. dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione o dall'allevamento;
    2. dirette alla fornitura di beni o servizi mediante utilizzo prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale o forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità.

Le attività di trasformazione e commercializzazione hanno natura agricola purchè i prodotti siano stati ottenuti prevalentemente nella propria azienda e quelli acquistati presso terzi abbiano una funzione di accessorietà rispetto ai prodotti propri.
A titolo esemplificativo: 1) l’attività di macellazione si considera agricola se gli animali macellati sono stati allevati in tutto o almeno in misura prevalente, nell’azienda agricola che effettua la macellazione; 2) l’acquisto di vino da taglio per mescolarlo a vino di propria produzione rientra nell’attività agricola; 3) l’acquisto in vivaio di piantine già formate, purchè la successiva fase di produzione ne comporti una crescita quantitativa e qualitativa, rientra nell’attività agricola.
Esattamente all’opposto, sempre a titolo semplificativo, non rientrano nell’attività agricola: 1) l’acquisto di vino confezionato per rivendita diretta; 2) l’acquisto di una macchina spazzatrice dei sedimi stradali, che non viene utilizzata sul fondo; 3) la mera macellazione di animali acquistati da terzi.

Qualora l'ammontare dei  ricavi derivanti dalla  vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia  superiore a 160.000 euro per  gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società, l’imprenditore agricolo viene automaticamente assoggettato alla disciplina del commercio al dettaglio, di cui alla L.R. 29/05 e successive modifiche ed integrazioni.

Gli imprenditori agricoli iscritti nella speciale sezione del registro delle imprese possono esercitare la vendita al dettaglio, anche in forma temporanea, dei prodotti provenienti in misura prevalente dall'azienda agricola con più modalità:

1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità;

2) in locali aperti al pubblico;

3) mediante commercio elettronico;

4) mediante distribuzione automatica;

5) su aree pubbliche con posteggio fisso;

6) su aree pubbliche in forma itinerante;

7) vendita e somministrazione di vino di produzione propria esclusivamente nei locali aziendali.

La vendita diretta mediante  il  commercio  elettronico può essere iniziata contestualmente all'invio della comunicazione (cioè la SCIA) al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione.

 

Modulistica

https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/approfondimenti/modulistica.html

Vendita di prodotti agricoli mediante apparecchi automatici

Descrizione

Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 stabilisce che gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della  legge  29 dicembre 1993, n. 580, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto  il territorio della  Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.
Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa.
Gli imprenditori agricoli, singoli od associati, secondo la formulazione dell’art. 2135 del C.C. esercitano:

  1. attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali;
  2. attività connesse e precisamente:

    1. dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione o dall'allevamento;
    2. dirette alla fornitura di beni o servizi mediante utilizzo prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale o forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità.

Le attività di trasformazione e commercializzazione hanno natura agricola purchè i prodotti siano stati ottenuti prevalentemente nella propria azienda e quelli acquistati presso terzi abbiano una funzione di accessorietà rispetto ai prodotti propri.
A titolo esemplificativo: 1) l’attività di macellazione si considera agricola se gli animali macellati sono stati allevati in tutto o almeno in misura prevalente, nell’azienda agricola che effettua la macellazione; 2) l’acquisto di vino da taglio per mescolarlo a vino di propria produzione rientra nell’attività agricola; 3) l’acquisto in vivaio di piantine già formate, purchè la successiva fase di produzione ne comporti una crescita quantitativa e qualitativa, rientra nell’attività agricola.
Esattamente all’opposto, sempre a titolo semplificativo, non rientrano nell’attività agricola: 1) l’acquisto di vino confezionato per rivendita diretta; 2) l’acquisto di una macchina spazzatrice dei sedimi stradali, che non viene utilizzata sul fondo; 3) la mera macellazione di animali acquistati da terzi.

Qualora l'ammontare dei  ricavi derivanti dalla  vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia  superiore a 160.000 euro per  gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società, l’imprenditore agricolo viene automaticamente assoggettato alla disciplina del commercio al dettaglio, di cui alla L.R. 29/05 e successive modifiche ed integrazioni.

Gli imprenditori agricoli iscritti nella speciale sezione del registro delle imprese possono esercitare la vendita al dettaglio, anche in forma temporanea, dei prodotti provenienti in misura prevalente dall'azienda agricola con più modalità:

1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità;

2) in locali aperti al pubblico;

3) mediante commercio elettronico;

4) mediante distribuzione automatica;

5) su aree pubbliche con posteggio fisso;

6) su aree pubbliche in forma itinerante;

7) vendita e somministrazione di vino di produzione propria esclusivamente nei locali aziendali.

Nei casi 2, 3, 4 e 5, la vendita viene attivata mediante presentazione di SCIA in base al D. Lgs 228/2001.

 

Modulistica

https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/approfondimenti/modulistica.html

Vendita di prodotti agricoli in locali appositi

Descrizione

Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 stabilisce che gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della  legge  29 dicembre 1993, n. 580, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto  il territorio della  Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.
Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa.
Gli imprenditori agricoli, singoli od associati, secondo la formulazione dell’art. 2135 del C.C. esercitano:

  1. attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali;
  2. attività connesse e precisamente:

    1. dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione o dall'allevamento;
    2. dirette alla fornitura di beni o servizi mediante utilizzo prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale o forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità.

Le attività di trasformazione e commercializzazione hanno natura agricola purchè i prodotti siano stati ottenuti prevalentemente nella propria azienda e quelli acquistati presso terzi abbiano una funzione di accessorietà rispetto ai prodotti propri.
A titolo esemplificativo: 1) l’attività di macellazione si considera agricola se gli animali macellati sono stati allevati in tutto o almeno in misura prevalente, nell’azienda agricola che effettua la macellazione; 2) l’acquisto di vino da taglio per mescolarlo a vino di propria produzione rientra nell’attività agricola; 3) l’acquisto in vivaio di piantine già formate, purchè la successiva fase di produzione ne comporti una crescita quantitativa e qualitativa, rientra nell’attività agricola.
Esattamente all’opposto, sempre a titolo semplificativo, non rientrano nell’attività agricola: 1) l’acquisto di vino confezionato per rivendita diretta; 2) l’acquisto di una macchina spazzatrice dei sedimi stradali, che non viene utilizzata sul fondo; 3) la mera macellazione di animali acquistati da terzi.

Qualora l'ammontare dei  ricavi derivanti dalla  vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia  superiore a 160.000 euro per  gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società, l’imprenditore agricolo viene automaticamente assoggettato alla disciplina del commercio al dettaglio, di cui alla L.R. 29/05 e successive modifiche ed integrazioni.

Gli imprenditori agricoli iscritti nella speciale sezione del registro delle imprese possono esercitare la vendita al dettaglio, anche in forma temporanea, dei prodotti provenienti in misura prevalente dall'azienda agricola con più modalità:

1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità;

2) in locali aperti al pubblico;

3) mediante commercio elettronico;

4) mediante distribuzione automatica;

5) su aree pubbliche con posteggio fisso;

6) su aree pubbliche in forma itinerante;

7) vendita e somministrazione di vino di produzione propria esclusivamente nei locali aziendali.

 

Modulistica

https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/approfondimenti/modulistica.html

Vendita di prodotti agricoli in forma itinerante

Descrizione

Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 stabilisce che gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della  legge  29 dicembre 1993, n. 580, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto  il territorio della  Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.
Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa.
Gli imprenditori agricoli, singoli od associati, secondo la formulazione dell’art. 2135 del C.C. esercitano:

  1. attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali;
  2. attività connesse e precisamente:

    • dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione o dall'allevamento;
    • dirette alla fornitura di beni o servizi mediante utilizzo prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale o forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità.

Le attività di trasformazione e commercializzazione hanno natura agricola purchè i prodotti siano stati ottenuti prevalentemente nella propria azienda e quelli acquistati presso terzi abbiano una funzione di accessorietà rispetto ai prodotti propri.
A titolo esemplificativo: 1) l’attività di macellazione si considera agricola se gli animali macellati sono stati allevati in tutto o almeno in misura prevalente, nell’azienda agricola che effettua la macellazione; 2) l’acquisto di vino da taglio per mescolarlo a vino di propria produzione rientra nell’attività agricola; 3) l’acquisto in vivaio di piantine già formate, purchè la successiva fase di produzione ne comporti una crescita quantitativa e qualitativa, rientra nell’attività agricola.
Esattamente all’opposto, sempre a titolo semplificativo, non rientrano nell’attività agricola: 1) l’acquisto di vino confezionato per rivendita diretta; 2) l’acquisto di una macchina spazzatrice dei sedimi stradali, che non viene utilizzata sul fondo; 3) la mera macellazione di animali acquistati da terzi.

Qualora l'ammontare dei  ricavi derivanti dalla  vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia  superiore a 160.000 euro per  gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società, l’imprenditore agricolo viene automaticamente assoggettato alla disciplina del commercio al dettaglio, di cui alla L.R. 29/05 e successive modifiche ed integrazioni.

Gli imprenditori agricoli iscritti nella speciale sezione del registro delle imprese possono esercitare la vendita al dettaglio, anche in forma temporanea, dei prodotti provenienti in misura prevalente dall'azienda agricola con più modalità:

1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità;

2) in locali aperti al pubblico;

3) mediante commercio elettronico;

4) mediante distribuzione automatica;

5) su aree pubbliche con posteggio fisso;

6) su aree pubbliche in forma itinerante;

7) vendita e somministrazione di vino di produzione propria esclusivamente nei locali aziendali.

Nel caso di vendita itinerante, la SCIA si presenta al SUAP del Comune in cui ha sede l'azienda agricola.

 

Modulistica

https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/approfondimenti/modulistica.html

Vendita del vino ricavato dai fondi agricoli

Descrizione

Il D. Lgs. 18.05.2001 n. 228 stabilisce che gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della  legge  29 dicembre 1993, n. 580, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto  il territorio della  Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.

Gli imprenditori agricoli iscritti nella speciale sezione del registro delle imprese possono esercitare la vendita al dettaglio, anche in forma temporanea, dei prodotti provenienti in misura prevalente dall'azienda agricola con più modalità:

1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità;

2) in locali aperti al pubblico;

3) mediante commercio elettronico;

4) mediante distribuzione automatica;

5) su aree pubbliche con posteggio fisso;

6) su aree pubbliche in forma itinerante;

7) vendita e somministrazione di vino di produzione propria esclusivamente nei locali aziendali.

Nel caso 7, è necessaria la segnalazione certificata di inizio attività in base all’art. 191  del Regolamento di attuazione del T.U.L.P.S.

 

 

Modulistica

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